Premessa

Nel 2015 in pieno “momento Uber” in città Open Genova propone un corso di formazione gratuito ai tassisti genovesi in cui saranno spiegate le principali innovazioni disponibili in quel momento sul mercato e i servizi che si potrebbero offrire con l’uso della tecnologia. E’ l’inizio di un percorso al cui termine è stato prodotto un Report dal titolo Il servizio Taxi a Genova tra presente e futuro digitale disponibile liberamente.

Ieri, martedì 17 aprile 2018 a tre anni da quel primo incontro si è svolta a Genova la presentazione del nuovo servizio Taxi ad alto contenuto tecnologico.

Durante la conferenza stampa, Simone Gambaro, presidente di Gexi racconta ai presenti: “Quando Uber è arrivato in città ci è crollato il nostro mondo addosso. Tutti erano contro i taxi, l’unica realtà che ci ha voluti incontrare è stata Open Genova. Da li è iniziato il nostro percorso

Open Genova così come ha sostenuto e continua a sostenere i tassisti genovesi e tutte le categorie che scelgono l’innovazione utile al territorio oggi sostiene Gexi in questa importante e coraggiosa sfida.

Chi scrive era presente all’evento in rappresentanza di Open Genova su invito dei fondatori del nuovo servizio, ed ha posto 4 domande a Simone Gambaro e Leonardo Cavagnoli, rispettivamente presidente e vice presidente di Gexi.


1. Per la prima volta a Genova un taxi si potrà prenotare con un app. Ci spiegate le caratteristiche principali e qual è l’origine di questa app?

Simone Gambaro: inTaxi non è solo un modo per chiamare il taxi, praticamente è un radiotaxi in mano ai clienti. Permette di chiamare o prenotare il taxi per un luogo e orario diverso da quello in cui si trova il cliente o per un’altra persona (es. anziani), permette di scegliere il taxi secondo le proprie esigenze (numero di posti, lingua inglese, bagagli, ecc.), permette di pagare con la carta di credito che dovrà essere registrata direttamente sull’app, oppure tramite abbonamento Globix anche in più città, memorizza gli indirizzi preferiti, permette di lasciare un feedback a fine corsa sul proprio gradimento che resterà visibile all’utente e molto altro.

2. Non solo innovazione tecnologica, ma anche etica. Quali sono le principali regole che vi siete dati internamente?

Simone Gambaro: Il servizio Gexi non lo possono erogare tutti, occorre avere innanzitutto una mentalità commerciale, predisposizione ad un progetto di gruppo, sapersi adeguare alle indicazioni della società con spirito di appartenenza. Come ogni categoria, chi meglio degli stessi appartenenti possono sapere e conoscere pregi e difetti dei propri colleghi? Per questo motivo l’adesione a Gexi è decisa e votata da chi già ne fa parte. In poche parole i tassisti che sono già dentro scelgono i propri colleghi. Lo stesso discorso vale per gli strumenti di bordo, che sono obbligatori ed ogni tassista deve mettere a disposizione dei clienti: pos, telepass, wifi free.

3. Il taxi è un servizio pubblico e come sappiamo non si possono scegliere le tariffe che sono fissate dal Comune. Oltre all’app quale sarà la vostra offerta innovativa?

Leonardo Cavagnoli: l’app rappresenta la vera novità ma l’offerta diventa innovativa anche per quel che riguarda il “tradizionale” centralino. Potremmo dire quasi che GEXI ha il cuore a Genova ma la testa a Milano poiché la  centrale radio (microtek) e’ completamente telegestita dal radiotaxi 8585 di Milano. Questo da un lato ci ha permesso di avere una completa autonomia di settaggio e funzionale e dall’altro un abbattimento dei costi di gestione. Altra novità su Genova riguarda la chiamata tramite la piattaforma Telegram che affiancherà il già consolidato uso, sul territorio genovese, di quella tramite “whatsapp”. Inoltre sara’ possibile usufruire del servizio tramite sms e WEB, quest’ultimo rivolto a tutti i clienti (aziende e privati) che hanno la possibilità di usufruire di una connessione ad internet.

4. La collina degli Erzelli piena di taxi parcheggiati, sala piena e uno dei nostri che tiene in mano la “saponetta” wifi da montare sui taxi. Per Open Genova queste sono le immagini simbolo di questo percorso, per voi cosa rappresenta quel momento?

Leonardo Cavagnoli: Quel momento per noi rappresenta la fine delle certezze e l’inizio della faticosa risalita. Nel Dicembre 2015 festeggiavo il mio quindicesimo anno da tassista, periodo nel quale ho vissuto le liberalizzazioni di Bersani ed il successivo tentativo del governo Monti, le nostre “armi” erano quelle tradizionali di chi difende il proprio lavoro ed i propri diritti. Con uber fu tutto diverso perché la forza ed il muro non bastavano più, era l’opinione pubblica che ci “liberalizzava”e quella “saponetta” tenuta in mano da Massimiliano (Open Genova) fu la risposta vincente. “Innovazione, trasparenza, qualità” tre concetti che abbiamo portato dentro a GEXI è che rappresentano la filosofia della nostra azienda.



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