Post in risposta a questo pezzo uscito su Genova Quotidiana: Quando la tecnologia porta degrado. Pre’ chiede di non riattivare il wi-fi free di Santa Fede

Associazione Open Genova da diversi anni è impegnata in prima fila nella diffusione della cultura e dell’alfabetizzazione digitale come opportunità per il territorio. Nel corso delle nostra attività, in diverse occasioni abbiamo avuto modo di parlare anche con commercianti di zona circa il tema del free wifi ed affini. Conosciamo il problema e siamo sensibili a chi, in alcuni casi, non se la sente di adottarlo, ma quanto sta accadendo a Pre ci ha colpiti e vorremmo dire la nostra.

L’appello rivolto in prima battuta alle Istituzioni è quello di non arretrare: il degrado si combatte aggiungendo servizi, non togliendo quei pochi che già ci sono. Il WiFi in particolare è un servizio di telecomunicazioni, in questo caso pubblico e gratuito, chiedere di toglierlo è come se in passato avessimo chiesto di togliere una cabina telefonica perchè usata da spacciatori o ancora è come se accettassimo di spegnere la luce di una zona buia perché in quel punto si crea assembramento, in questo modo Genova ed il nostro bellissimo centro storico arretra e lascia il passo al degrado.

Perché non provare, invece, per esempio ad applicare alla zona di Pre il nuovo regolamento rivolto agli artisti di strada, che avrebbero più spazi regolamentati e la possibilità di prenotarsi online per l’esecuzione delle loro performance. Prevediamo incentivi per andare a portare vita, musica e colori nelle zone come quella in oggetto, in questo modo non solo non avremmo spento un servizio di cui possono godere tutti, ma ne avremo aggiunti di nuovi.

Piazza Santa Fede a Pre oggi risulta apparentemente libero dalla piaga, ma gli spacciatori non sono spariti da Genova, si sono semplicemente spostati in altre zone, il sistema digitale consentirebbe invece su intervento specifico della polizia postale di individuare eventuali reati attraverso il monitoraggio della rete wifi pubblica. Esistono poi accorgimenti per l’utilizzo del free Wi-Fi che permettono di assegnare l’accesso per non più di un certo tempo, per esempio un’ora oppure si può pensare al monitoraggio specifico di un utente che si collega spesso in una zona considerata di passaggio.

Forse non abbiamo proposto soluzioni definitive, forse ci mancano alcuni dettagli utili, ma allora incontriamoci: è importante conoscere e capire problemi e i timori (spesso più che fondati) e le problematiche istituzionali per poter argomentare eventuali ulteriori contributi e – perché no – trovare soluzioni alternative che non siano il diniego di un servizio presente nella maggior parte delle più moderne città del mondo e che ci piacerebbe vedere sempre più presente anche nella nostra città a misura di turisti e genovesi.

Un commentaire, RSS

  • Andrea Gagna

    says on:
    marzo 23, 2017 at 1:00 pm

    Ciao!
    Trovo l’articolo davvero interessante e utile!
    D’accordissimo sul vostro ragionamento e sulle modalita’ di affrontare i problemi sociali in generale.
    Sicuramente l’evoluzione digitale di un Territorio passa anche da questi inghippi. Fondamentale in questi casi e’ il rapporto di cooperazione e collaborazione che si instaura tra le Istituzioni e le Associazioni attente al monitoraggio del benessere e dello sviluppo locale come OpenGenova.

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